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Bisogna dare alla ricerca la giusta attenzione. Basta con la pubblicizzazione di certe baggianate!

  mercoledì 6 agosto 2014, 00.00

Sciocchezze e Dintorni - Diritto & Rovescio del 29/07/2014. La rubrica del nostro Direttore Generale Elio Pariota.

Non so a voi, ma a me fa un certo effetto leggere di ricerche (immancabilmente made in USA) che sanno tanto di bufale confezionate ad arte. L’ultima: dallo studio di un campione di 300 giovani - ai quali è stato chiesto di compilare un diario giornaliero dei loro post sui principali social, specificandone la valenza emotiva - una ricercatrice della University of Wisconsin ne fa discendere una conclusione a dir poco sconcertante.

E cioè che le notizie positive vengono comunicate sui social (Facebook e Twitter in testa), mentre per gli eventi spiacevoli si utilizza la vecchia cornetta telefonica. Mi chiedo e vi chiedo: ma chi effettua simili commesse alle università?

E soprattutto, cosa spera di ricavarne? A chi potrà mai fregare se l’utilizzo di un mezzo anziché di un altro è conseguenza di uno stato emotivo? Trecento ragazzi, magari distratti, possono rappresentare un campione autorevole e idoneo a suffragare una teoria? Dovremmo smetterla con queste baggianate. La ricerca è una cosa serissima e merita da parte dei media la massima attenzione. La notizia da bar dello sport è tutt’altra cosa.

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