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Il lusso di separarsi

  lunedì 4 agosto 2014, 00.00

Diritto & Rovescio - 8 Luglio, la rubrica del Direttore UniPegaso Elio Pariota.

Divorziare è roba per i ricchi.

Lo certificano le statistiche. Che vedono il Mezzogiorno in posizione privilegiata giacché è minore (seppure in aumento) il numero di separazioni rispetto ad altre aree del Paese. Forse che al Sud i sentimenti contano più che altrove? Macché.

La verità è che non ci sono i soldi per mantenere due case e due famiglie e molto spesso il fatidico “non ti amo più” non viene pronunciato per paura di precipitare in un abisso senza fine. Che è poi il dramma sociale denunciato dalla Caritas italiana nel Rapporto 2014 sulla povertà: il 6% dei separati che si rivolge ai centri di accoglienza per ricevere assistenza materiale e psicologica dichiara di non riuscire a provvedere all’ acquisto di beni di prima necessità. Complici una normativa discutibile e una cronica lentezza nella definizione delle sentenze di divorzio, i separati (soprattutto maschi) vanno ad infoltire le fila dei nuovi poveri. Un’ autentica ed ingiusta tragedia per chi ha avuto l’unico torto di sbagliare partner.

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